martedì 18 dicembre 2012

Il sindaco di Saluzzo: “Se non in via Pignari, il centro commerciale sarebbe sorto a 5 chilometri da noi e noi saremmo qui ad abbaiare alla luna”


Concluso il lunghissimo iter burocratico con il Consiglio di venerdì scorso, per la “L2” comincia la fase dell’attuazione

Esce definitivamente  dai cantieri navali la contestatissima portaerei della “L2”, la zona meglio nota con il nome di “via Pignari” che ospiterà il nuovo polo commerciale di Saluzzo. Pronta per il varo. E poi per il mare aperto.
L’adozione della “variante parziale” per il recepimento delle modifiche dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni per l’apertura, il trasferimento di sede e l’ampliamento di superficie delle strutture commerciali di vendita, l’approvazione dell’adeguamento della localizzazione e delle caratteristiche delle infrastrutture stradali di competenza del comparto della zona e del relativo Piano Particolareggiato – avvenute venerdì scorso nella seduta del Consiglio Comunale – pone la parola fine ad una vicenda che ha più volte ed a più riprese infiammato la vita politica della città. Quella dell’altra sera è stata l’ultima volta per esternare in pubblico, e nella sede certo più consona, le differenti vedute. Lo hanno fatto un po’ tutti, da tutti gli schieramenti presenti in aula.
Il presidente Franco Demaria è stato il primo a parlare: “Con una lettera pubblicata dai giornali (a firma del grande ex Stefano Quaglia: ndr) sono stato richiamato per mio silenzio su via Pignari: ma il mio ruolo, qui, è di coordinare e gestire i lavori. Per me parla il mio capogruppo. Io rimango critico e penso che la L2 sarà difficile da governare, ma il treno è ormai partito e continuare a combattere non serve a nulla: è il momento delle proposte”.
Ma il vero “sdoganamento” dell’operazione è arrivato, pur con tanti distinguo, un po’ a sorpresa, dall’esponente del Centro Popolare Elena Lovera che – ricordato come il tutto fosse nato come “pépinière” per l’artigianato ed oggi ci si confronti con 50 mila metriquadri di superficie – ha poi riconosciuto come oggi sia “importante guardare al futuro cercando di reperire risorse che non arrivano dallo Stato, contributi per opere pubbliche che non arrivano dallo stato” per poi concludere con un “mi viene triste dire di no a 8 milioni di opere pubbliche anche perché le abbiamo auspicate più volte, così come mi viene difficile pensare che opere di questo tipo non portino occupazione, che non sblocchino il mercato dell’affitto di case, che non conguaglino cifre importati nella casse comunali per ciò che concerne l’Imu”.
Rigido sulle sue ben note posizioni è invece apparso Fulvio Bachiorrini: “Il principio è se si vuole insediare a Saluzzo la grande distribuzione. Il dato è questo: questa maggioranza vuole la grande distribuzione a Saluzzo e noi del Popolo delle libertà non la vogliamo. Osteggiavano questa iniziativa già nella passata legislatura, quando si prospettava un insediamento commerciale di soli 12 mila metriquadri, figurarsi ora che siamo passati a 17.500… ”. Bachiorrini è parso assai critico anche sulle opere che il nuovo polo commerciale porterà con sé a rimorchio: “Dov’è il beneficio per città? Sono tutte opere funzionali alla L2 che se non ci fosse non sarebbero state neanche necessarie. L’unica cosa positiva è la rotonda di innesto sulla tangenziale est da 1 milione di euro. Ma attenzione: parliamo di investimento importante da un milione su circa 8 milioni: sugli altri 7 sono forti le valutazioni negative”.
La maggioranza è stata compatta nel difendere la decisione presa. Prima con l’assessore Fulvio Rubiolo: “Parliamo sempre e solo del pezzetto che riguarda le opere pubbliche, ma c’è anche il pezzone che porta beneficio a imprese e lavoro in città. Quando i primi 2 comparti saranno stati realizzati, si sarà concluso un intervento di circa 30milioni di euro che porterà benefici a cittadini e a imprese che lavorano su territorio”. Poi con l’assessore Mauro Calderoni ed infine con il sindaco Paolo Allemano, che dopo aver rimarcato ed apprezzato la pacatezza dei toni della discussione sull’argomento ha poi proseguito: “Questo è una sorta di giro di boa per la L2, perché dopo questo Consiglio si passa all’attuazione. Ci fanno piacere i complimenti ai tecnici che hanno redatto il progetto, me debbo ricordare a tutti che i tecnici, senza politica, non vanno da nessuna parte. I tecnici hanno lavorato bene perché dietro c’è una squadra, la nostra, con obiettivi chiari.  La Grande Distribuzione esiste e non l’abbiamo inventata noi: la frequentano i nostri figli, la frequentiamo noi stessi e tutti coloro che vogliono cercare prodotti a basso costo. Questa è stata un’operazione onesta, che porta con se degli accordi frutto di regole che abbiamo scritto noi dell’Amministrazione, nel rispetto di quelle altre regole stabilite dal Piano Regolatore. Ho una certa qual avversione per le previsioni, ma una mi sento di farla: se non avessimo gestito noi questa operazione, la Grande Distribuzione avrebbe trovato posto a 5 chilometri da noi e noi saremmo qui ad abbaiare alla luna”.

da targato cn 

lunedì 3 dicembre 2012

La crisi che avanza stritola anche la “Orsi" di Manta: 46 dipendenti senza più lavoro


Nemmeno la fusione nella “Metallurgica Piemontese” di Torino, stipulata nel marzo 2011, salva la storica azienda del saluzzese dalla chiusura

Cinque giorni fa, esattamente il 28 novembre scorso, la notizia. Un vero e proprio colpo di frusta dall’effetto devastante: la “Metallurgica Piemontese Orsi” di Manta chiude. La comunicazione arriva sia alle rappresentanze sindacali aziendali che all’ organizzazioni sindacali di categoria. Senza lavoro e con un futuro davvero denso d’incertezza rimangono in 46, quelli che attualmente lavorano nei grandi capannoni posti a fianco di quella che era la Strada Statale dei Laghi d’Avigliana: la Saluzzo-Cuneo.
Probabilmente la notizia non arriva inaspettata. Ma quando a marzo 2011, la ditta “Orsi” di Manta venne fusa nella “Metallurgica Piemontese” di Torino (dalla quale nacque l’odierna “Metallurgica Piemontese Orsi”) per permetterle una maggiore aggressività sul mercato della metallurgia, che a quei tempi si credeva in espansione, più d’uno da queste parti pensarono che il peggio fosse passato. Così invece non fu e, trascorsi appena alcuni mesi,  per  far fronte ad una crisi sempre più incalzante, l’azienda dovette fare ricorso agli ammortizzatori sociali ed utilizzare la Cassa Integrazione Straordinaria. Ora, tristemente, il cerchio si chiude con la comunicazione di cessazione di attività.
Alle 10 di questa mattina, presso l’Unione Industriale di Cuneo, si è tenuto un incontro fra l’Azienda - rappresentata dall'ingegner Pirlo ed assistita dalla stessa Unione Industriale -  e le rappresentanze sindacali aziendali, a loro volta assistite  dalla UILTuCS-UIL di Cuneo, nelle persone dei segretari Francesco Ortelli e Salvatore Bove.
Nel corso dell’incontro sono state analizzate le cause che hanno portato l'azienda a tale decisione ed alla fine è stato  stilato un verbale di accordo che prevede la richiesta - al Ministero del Lavoro - di utilizzo di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per un totale di 24 mesi per cessazione di attività. Contestualmente verrà presentato un piano  di gestione di eccedenze occupazionali del personale in esubero che dovrebbe passare attraverso una procedura di cessione di ramo d'azienda che interesserebbe una società terza interessata all'acquisizione e all'assorbimento di circa 15 lavoratori e  l'interessamento della “Metallurgica Piemontese Orsi” ad eventuali ricollocazioni all'interno delle altre unità del gruppo, in mobilità volontaria per l’intero periodo di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.
Alle 18 di questa sera i lavoratori si riuniranno in assemblea a Manta, all’interno dell’azienda.

sabato 1 dicembre 2012

Oggi vorrei raccontarvi una storiella che fa parecchio riflettere........

Oggi vorrei raccontarvi una storiella che fa parecchio riflettere........
Elga è la proprietaria di un bar....un bar di quelli dove si beve di brutto....
rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing consentendo loro di bere subito e pagare in seguito....segna quindi le bevute nel libro che diventerà il libro dei crediti cioè dei debiti dei clienti......la formula “bevi ora paga dopo” è un successone, la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Elga diventa il più importante della città....lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta visto che nessuno paga.....è un rialzo “virtuale”.....così il volume delle vendite aumenta ancora.......
La banca di Elga rassicurata dal giro di affari le aumenta il fido....in fondo dicono i risk-manager il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti, il collaterale a garanzia....
Intanto l'ufficio investimenti alchimie finanziarie della banca ha una pensata geniale....prendono i crediti del bar di Elga e li usano come garanzia per emettere un'obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali....gli ”sbornia-bond”
I bond ottengono subito un rating AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati.....
...così dato che rendono bene tutti li comprano......conseguentemente il prezzo sale....quindi arrivano anche i gestori dei fondi pensione a comprare attirati dall'irresistibile combinazione di un bond con alto rating che rende tanto e il cui prezzo sale sempre....
....e i portafogli in giro x il mondo si riempiono di “sbornia-bond”....
Un giorno però alla banca di Elga arriva un nuovo direttore, e visto che in giro c'è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite......
A questo punto Elga per trovare i soldi comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti, ma questo è impossibile essendo loro disoccupati......Elga non è quindi in grado di pagare il fido e la banca le taglia i fondi......
Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.....il prezzo degli “sbornia-bond” crolla del 90% e la banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l'attività....
L'attività economica locale si paralizza, e i fornitori di Elga che gli avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento si trovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.....purtroppo avevano investito anche negli “sbornia-bond” sui quali ora perdono il 90%....il fornitore di birra fallisce e il fornitore di vino delocalizza l'azienda a 6000km di distanza.....
La BANCA invece viene salvata da un mega prestito governativo....SENZA RICHIESTA DI GARANZIE E A TASSO 0.......per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente TASSATO tutti quelli che non erano MAI stati al bar di Elga perchè astemi o troppo impegnati a lavorare......
Ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli “sbornia-bond” alle cronache di questi giorni giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi è sobrio.......
QUESTA STORIELLA PIU' O MENO FARLOCCA RISPECCHIA IL SISTEMA MALATO ITALIANO...GRAZIE MONTI.....STAI DISTRUGGENDO IL PIU' BEL PAESE DEL MONDO SALVANDO LE TUE AMATE BANCHE