
Concluso il lunghissimo iter burocratico con il Consiglio di venerdì scorso, per la “L2” comincia la fase dell’attuazione
Esce definitivamente dai cantieri navali la contestatissima portaerei della “L2”, la zona meglio nota con il nome di “via Pignari” che ospiterà il nuovo polo commerciale di Saluzzo. Pronta per il varo. E poi per il mare aperto.
L’adozione della “variante parziale” per il recepimento delle modifiche dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni per l’apertura, il trasferimento di sede e l’ampliamento di superficie delle strutture commerciali di vendita, l’approvazione dell’adeguamento della localizzazione e delle caratteristiche delle infrastrutture stradali di competenza del comparto della zona e del relativo Piano Particolareggiato – avvenute venerdì scorso nella seduta del Consiglio Comunale – pone la parola fine ad una vicenda che ha più volte ed a più riprese infiammato la vita politica della città. Quella dell’altra sera è stata l’ultima volta per esternare in pubblico, e nella sede certo più consona, le differenti vedute. Lo hanno fatto un po’ tutti, da tutti gli schieramenti presenti in aula.
Il presidente Franco Demaria è stato il primo a parlare: “Con una lettera pubblicata dai giornali (a firma del grande ex Stefano Quaglia: ndr) sono stato richiamato per mio silenzio su via Pignari: ma il mio ruolo, qui, è di coordinare e gestire i lavori. Per me parla il mio capogruppo. Io rimango critico e penso che la L2 sarà difficile da governare, ma il treno è ormai partito e continuare a combattere non serve a nulla: è il momento delle proposte”.
Ma il vero “sdoganamento” dell’operazione è arrivato, pur con tanti distinguo, un po’ a sorpresa, dall’esponente del Centro Popolare Elena Lovera che – ricordato come il tutto fosse nato come “pépinière” per l’artigianato ed oggi ci si confronti con 50 mila metriquadri di superficie – ha poi riconosciuto come oggi sia “importante guardare al futuro cercando di reperire risorse che non arrivano dallo Stato, contributi per opere pubbliche che non arrivano dallo stato” per poi concludere con un “mi viene triste dire di no a 8 milioni di opere pubbliche anche perché le abbiamo auspicate più volte, così come mi viene difficile pensare che opere di questo tipo non portino occupazione, che non sblocchino il mercato dell’affitto di case, che non conguaglino cifre importati nella casse comunali per ciò che concerne l’Imu”.
Rigido sulle sue ben note posizioni è invece apparso Fulvio Bachiorrini: “Il principio è se si vuole insediare a Saluzzo la grande distribuzione. Il dato è questo: questa maggioranza vuole la grande distribuzione a Saluzzo e noi del Popolo delle libertà non la vogliamo. Osteggiavano questa iniziativa già nella passata legislatura, quando si prospettava un insediamento commerciale di soli 12 mila metriquadri, figurarsi ora che siamo passati a 17.500… ”. Bachiorrini è parso assai critico anche sulle opere che il nuovo polo commerciale porterà con sé a rimorchio: “Dov’è il beneficio per città? Sono tutte opere funzionali alla L2 che se non ci fosse non sarebbero state neanche necessarie. L’unica cosa positiva è la rotonda di innesto sulla tangenziale est da 1 milione di euro. Ma attenzione: parliamo di investimento importante da un milione su circa 8 milioni: sugli altri 7 sono forti le valutazioni negative”.
La maggioranza è stata compatta nel difendere la decisione presa. Prima con l’assessore Fulvio Rubiolo: “Parliamo sempre e solo del pezzetto che riguarda le opere pubbliche, ma c’è anche il pezzone che porta beneficio a imprese e lavoro in città. Quando i primi 2 comparti saranno stati realizzati, si sarà concluso un intervento di circa 30milioni di euro che porterà benefici a cittadini e a imprese che lavorano su territorio”. Poi con l’assessore Mauro Calderoni ed infine con il sindaco Paolo Allemano, che dopo aver rimarcato ed apprezzato la pacatezza dei toni della discussione sull’argomento ha poi proseguito: “Questo è una sorta di giro di boa per la L2, perché dopo questo Consiglio si passa all’attuazione. Ci fanno piacere i complimenti ai tecnici che hanno redatto il progetto, me debbo ricordare a tutti che i tecnici, senza politica, non vanno da nessuna parte. I tecnici hanno lavorato bene perché dietro c’è una squadra, la nostra, con obiettivi chiari. La Grande Distribuzione esiste e non l’abbiamo inventata noi: la frequentano i nostri figli, la frequentiamo noi stessi e tutti coloro che vogliono cercare prodotti a basso costo. Questa è stata un’operazione onesta, che porta con se degli accordi frutto di regole che abbiamo scritto noi dell’Amministrazione, nel rispetto di quelle altre regole stabilite dal Piano Regolatore. Ho una certa qual avversione per le previsioni, ma una mi sento di farla: se non avessimo gestito noi questa operazione, la Grande Distribuzione avrebbe trovato posto a 5 chilometri da noi e noi saremmo qui ad abbaiare alla luna”.
da targato cn














