Garnero sparò ad Angelo Lolli
nel 2010 a Verduno
GIUSEPPINA FIORI
La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha ridotto a diciotto anni di reclusione la pena per Aurelio Garnero di Caramagna, che era stato condannato all’ergastolo dal tribunale di Alba per aver ucciso il cognato Angelo Lolli. La sentenza è stata emessa ieri dalla prima sezione presieduta dal giudice Sandrelli.
L’omicidio era avvenuto a Verduno il 13 dicembre 2010. Garnero, 60 anni, pensionato, aveva sparato al cognato Angelo Lolli, 59 anni di Caramagna, anch’egli pensionato ed ex sindacalista Fiom, in una zona al confine con La Morra dove era solito andar per tartufi di buon mattino, con il suo cane. La moglie, non vedendolo tornare aveva dato l’allarme.
Il corpo di Lolli fu trovato nell’invaso Enel. Inizialmente venne formulata l’ipotesi di caduta accidentale, poi abbandonata per giungere poi sulle tracce di Garnero. Il delitto era stato attribuito ai rancori che Garnero nutriva nei confronti del marito della sorella per interessi economici e dissidi familiari.
Su La Stampa Cuneo di giovedì 15 novembre.
Su La Stampa Cuneo di giovedì 15 novembre.
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