mercoledì 14 novembre 2012

Sanfront è atterrato un Ufo?


Lo abbiamo visto da vicino, calpestato e fotografato: comunque la si pensi in “materia” di extraterrestri è un episodio che al momento non ha alcuna spiegazione logica

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Sull’argomento la letteratura, nel corso dei secoli, ha versato fiumi di inchiostro. Dividendo il mondo in due parti ben distinte e contrapposte, pur se non percentualmente bilanciate. Gli Unidentified Flyng Objet, gli Ufo, i dischi volanti esistono davvero come affermano quanti sostengono che non possiamo essere così presuntuosi da ritenerci l’unica (e più evoluta) forma di vita dell’Universo o più ancora quelli che li hanno addirittura avvistati? Oppure hanno ragione quanti definiscono “gli altri” dei creduloni e basta?
Di certo quanto accaduto nella notte fra sabato e domenica scorso nel prato di una casa di frazione Robella che si affaccia sulla Provinciale della Valle Po, che offre ospitalità a tre splendidi ulivi e la cui costante rasatura robotizzata lo rende uno dei tappeti erbosi più invidiati della Valle, ha un indiscutibile ed affascinante alone di mistero, per non dire di sovrannaturale.
In quella casa abitano Marco Martino, la moglie Ornella ed i figli Andrea e Davide.  
E’ la donna ad accorgersi, al risveglio domenicale, che nel suo prato c’è qualcosa di diverso. Qualcosa che la sera prima non c’era. Si tratta di un grosso cerchio dal diametro di circa due metri, la cui circonferenza – “sembra tracciata con un compasso tanto è perfetta” ci dirà – è “segnata” da una striscia larga una decina di centimetri di erba secca, improvvisamente ingiallita. Come se un qualcosa – un Ufo appunto – si fosse poggiato a terra solo con il bordo. “Bruciando” l’erba o per l’elevato calore, oppure per essere rimasto in quella posizione tanto a lungo da vietarle di “respirare”. “Tutto subito ho imprecato per il mio bel prato rovinato e solo dopo ho pensato che quel cerchio non poteva essersi disegnato da solo. Adesso che il robottino ci è passato sopra qualche volta è meno visibile, ma domenica era tutt’altra cosa”.
Non appena la "notizia" si è diffusa nei locali pubblici di Sanfront, domenica scorsa “casa Martino” è stata letteralmente presa d’assalto da decine di curiosi che volevano vedere con i loro occhi quel segno tanto preciso e strano lasciato da chissà chi o da chissà che. E sul quale ciascuno è libero e padrone di lasciar volare la propria fantasia o immaginazione.

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