L’Ospedale di Saluzzo coinvolto nella prova del Piano, con medici, infermieri e volontari
Crolla una palazzina in via Savigliano: una quindicina le persone coinvolte nel crollo. Si attiva il Peimaf (il Piano di emergenza per un massiccio afflusso di feriti). Fortunatamente la situazione non è reale, ma è lo scenario di un’ esercitazione di maxiermergenza, questa sì veramente realistica, avvenuta ieri sera, giovedì 8.
Protagonista il Pronto soccorso dell’ospedale di Saluzzo, che ha testato la sequenza delle fasi operative del Piano, come struttura medicalizzata per l’assistenza, la valutazione ( il cosiddetto triage) e la stabilizzazione degli infortunati.Una quindicina di volontari della Croce Verde e studenti, hanno inscenato con realismo da attori consumati, il ruolo di feriti ( ma anche di parenti e curiosi) che uno dietro l’altro, sono arrivati in autoambulanza in pronto soccorso (inserendosi nell’attività ordinaria del reparto che veniva svolta regolarmente): 5 codici gialli, 2 rossi, 3 verdi. Un infarto, un trauma cranico, contusioni varie, fratture, compresa una crisi isterica da panico.
La simulazione, parte alle 20,30 con la chiamata dalla Centrale operativa del 118, che allerta l’ospedale, il cui centralino, a sua volta, richiama in servizio tutti i reperibili. Si liberano posti nei vari reparti, in ognuno dei quali è stata aperta la busta con la scheda delle operazioni da compiere.
La direzione sanitaria del Presidio Savigliano-Saluzzo, di cui era referente, ieri sera la dottoressa Simona Ghigo attiva l’Unità di crisi per le grandi emergenze, che in caso reale dovrebbe trovare sede nella palazzina Einaudi o nella palazzina Feyles ( ex mulino) all’interno del nosocomio cittadino. I feriti cominciano ad arrivare al Pronto soccorso dove vengono presi in carico dall’équipe medica ed infermieristica (più di una ventina coinvolti nella simulazione) oltre ai volontari della Croce Verde e i mezzi di soccorso. I pazienti vengono dislocati in più aree della struttura, nella diabetologia, nelle sale mediche dell’unità di soccorso. Alcuni “feriti”, codici gialli, vengono sistemati su barelle da campo a terra, nel vano della torre ascensore, vicino alla quale sono state disposte borse kit, con strumenti e farmaci di vario tipo.
Oltre al reparto di Pronto soccorso si attiva l’organizzazione interna dell’ospedale che proseguirà l’iter di cura o di dimissione. L’esercitazione che è stata portata a termine con professionalità nei tempi indicati (un’ora e 30 minuti) e in sincronia tra i reparti e gli altri ospedali, ha messo in pratica le procedure del Piano di maximergenza, testandone la preparazione in una situazione critica. Un buon voto al Pronto Soccorso saluzzese. Servirà anche a valutare l’efficacia del modello operativo nei suoi punti nodali.
“E’un test importante – sottolinea la dottoressa Simona Ghigo - per analizzare ciò che funziona nella sequenza ed evidenziare le criticità e quelle aree in cui è possibile migliorare ancora le tecniche di intervento". La simulazione che ha valore formativo per i partecipanti, serve a sviluppare e mantenere standard qualitativi alti, in situazioni di forte stress come può essere la gestione ospedaliera interna, di una grande emergenza con numerosi feriti.
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