mercoledì 26 settembre 2012

Crescono gli astigiani malati di slot


I dati della struttura Asl che cura le  patologie da dipendenze

VALENTINA FASSIO
Che il «vizio» del gioco possa trasformarsi in patologia è ormai un dato di fatto, tanto da essere in cima alla lista delle dipendenze prima di droghe leggere e alcolismo.
La conferma arriva dalla crescita del numero dei giocatori d’azzardo patologico seguiti dall’Asl di Asti: nel primo semestre di quest’anno il numero di utenti (35) ha quasi raggiunto quello complessivo del 2011 (39). «Le presenze nel nostro servizio – spiega Maurizio Ruschena, direttore della Struttura Patologia da dipendenze dell’Asl – segnano un progressivo aumento: nel 2009 gli utenti erano 13, saliti a 30 nel 2010. C’è un profilo prevalente del giocatore d’azzardo che chiede il nostro aiuto: maschio, tra i 40 e 60 anni, sposato, con un grado scolastico tra la licenza elementare e la media inferiore. Gioca alle slot machine e ha debiti con le finanziarie».
Nella sede di via Baracca, gli operatori del servizio garantisco colloqui di sostegno e trattamento psicoterapeutico a chi rivela disturbi di comportamento, mentre sono in fase di attivazione incontri di gruppo e gruppi di auto-mutuo aiuto. Non di rado vengono anche assicurate azioni di sostegno ai famigliari degli utenti. Le professionalità messe in campo dalla struttura Patologia da dipendenze sono diverse: psicologici, assistenti sociali, educatori professionali, sociologi, medici e infermieri. «L’interesse degli psicologi – spiega Ruschena – è concentrato in particolare sui soggetti che agiscono per azione per cui giocare è l’unica cosa che fanno o per fuga, ad esempio dalle avversità della vita. Per tutte le altre tipologie, lo psicologo interviene nel momento in cui il loro equilibrio è ormai scompensato: si va dai giocatori professionisti a quelli mossi dal divertimento o dalla ricerca di relax, fino a quelli che praticano l’azzardo illegale. Come si vede si tratta di una realtà sfaccettata e articolata che sovente condiziona negativamente i rapporti all’interno della famiglia, anche per le implicazioni economiche che il gioco comporta».
Per fornire assistenza e consulenza alle persone che si stanno interrogando sul proprio comportamento, quello di un familiare o di un amico rispetto a una possibile dipendenza da gioco d’azzardo (ma anche da internet, alcol e droghe), l’Asl gestisce tre centri di ascolto dedicati: gli sportelli «Dipende», attivi nella sede di via Baracca e nelle Case della Salute – Cap di Canelli e Nizza Monferrato. Il servizio funziona su appuntamento telefonico:  335-1417222 (lunedì e venerdì dalle 9 alle 12).

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