mercoledì 19 settembre 2012

Il presidente della CM del Monviso chiama a raccolta i "sudditi" in difesa dell’ospedale di Saluzzo


L’invito è a scendere in piazza venerdì 21 settembre, alle 17.15, di fronte alla struttura cittadina, per respingere “uniti, questo attacco alla sanità saluzzese”

Chiama a raccolta i propri “sudditi” il presidente della Comunità Montana Valli del Monviso. L’obiettivo, o – quantomeno – lo spauracchio è il paventato, drastico ridimensionamento dell’ospedale di Saluzzo. Contro il quale alle 17.30 di venerdì 21 settembre prossimo è prevista una mobilitazione nel piazzale che ospita il parcheggio, a lato dell’ingresso di via Spielberg. Vistosi manifesti sono infatti apparsi ieri un po’ dovunque, sul territorio che in qualche modo costituisce la mappa dell’Ente presieduto dal dottor Aldo Perotti. Tazebao con i quali il presidente Perotti , ribadito che si debba “uniti, respingere questo attacco alla sanità saluzzese”, ha esortato a partecipare numerosi alla manifestazione, perché “mai come ora è necessario l’impegno di tutti”.
A monte, scrive Perotti nel manifesto che porta la sua firma, c’è un’ipotesi “di ridimensionamento che non può essere accettata”. “Il trasferimento dei reparti di ortopedia e di ventilo terapia si portarà inevitabilmente dietro anche la chiusura di altri reparti, tra cui i quattro posti di rianimazione, trasformando l’ospedale in poco più che un cronicario”.
La chiamata a scendere in piazza per una civile protesta di Perotti, potrebbe essere tardiva. L’impressione che a Saluzzo si sta facendo strada è quella che per anni si sia sottovalutato il  problema. Che per anni si sia sconsideratamente imputato ai giornali di fare ingiustificato allarmismo, di urlare inutilmente “al lupo”. Quel “lupo” che ora è invece puntualmente arrivato.
Insomma, per usare ancora una volta un detto della saggezza popolare, l’impressione è che si cerchi di chiudere la porta ora che i buoi (non tutti, per la verità) sono usciti: ma la punta di diamante dell’ortopedia e la rianimazione, quelli probabilmente si. Anche se di questo, per una volta, la Comunità Montana del Monviso ha pochissime responsabilità. Anche se, nonostante questo, scendere in piazza venerdì prossimo rimane un obbligo morale di tutti.
 Walter Albert
targato cn

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