Il Capo di Stato dopo lo scandalo del Lazio: "Ora risanare politica"
Berlusconi: stop ai finanziamenti
Bersani in pressing: serve subito iniziativa sui costi delle Regioni
ROMA
Scandali, corruzione e malversazioni a livelli «inaccettabili e vergognosi». Tutto questo deve finire: bisogna fare pulizia e «risanare» al più presto la politica. Lo sdegno del presidente Napolitano si riversa così, quasi a sorpresa, sui circa tremila giovani raccolti nel cortile d’onore del Quirinale per l’inaugurazione dell’anno scolastico.
Nel giorno in cui i partiti cercano di correre ai ripari, ed il Pdl tenta di uscire dall’occhio del ciclone arrivando anche a sostenere con Silvio Berlusconi che bisogna modificare l’attuale sistema di finanziamento pubblico dei partiti, il capo dello Stato quasi si scusa con gli studenti, con la gente che lo ascolta in diretta Tv. E le sue parole sono pesanti come pietre: «anche di recente la cronaca ci ha rivelato come nel disprezzo della legalità si moltiplichino malversazioni e fenomeni di corruzione inimmaginabili, vergognosi», scandisce Napolitano spiegando quanto sia poi difficile insegnare «il valore della legalità» alle nuove generazioni quando gli esempi che vengono dall’alto minano proprio questo valori alle fondamenta. Ma «risanare la politica si deve e si può», assicura il presidente con un parallelo shock che richiama i tempi bui delle stragi di Capaci e di via D’Amelio: battere gli scandali e la corruzione è possibile se c’è la volontà, «così come fu possibile battere la mafia 20 anni fa con Falcone e Borsellino».
«Risanamento profondo» quindi, proprio per frenare quel vento dell’antipolitica che tanto preoccupa i partiti. Crisi drammatica, che il Quirinale osserva con attenzione in chiave elettorale intensificando analisi, simulazioni e proiezioni sul percorso che porterà inevitabilmente l’Italia ad elezioni nella prossima primavera. E il Colle conferma anche oggi che una nuova legge elettorale è indispensabile e che il presidente martellerà le forze politiche «fino all’ultimo giorno utile» affinchè non si rivoti con il Porcellum. Certo non basterà a frenare l’onda d’indignazione che cresce nel Paese la decisione presa alla Camera che i bilanci dei gruppi parlamentari saranno certificati da una società di revisione legale che verificherà la regolare tenuta della contabilità. Come non basterà l’annuncio di Angelino Alfano che non saranno ricandidati i consiglieri Pdl della regione Lazio. O l’assicurazione di Berlusconi che il Pdl «non è allo sbaraglio» e che tutti i partiti della regione Lazio hanno partecipato all’abbuffata monetaria. Perchè, come ha detto in serata il presidente del Senato Renato Schifani, si è «andati oltre» ogni limite di tollerabilità. «I soggetti titolari di pubbliche funzioni elettive devono essere delle case di vetro. Nessun vincolo di segretezza sulla loro situazione economica, patrimoniale e anche finanziaria. Non ci si trinceri dietro la privacy».
La temperatura sale di ora in ora e si comincia anche a mettere in discussione il ruolo stesso delle regioni come fa intuire il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «E' necessario prendere un’iniziativa urgente sui costi delle Regioni. Da subito bisogna ridurre e riformare i costi e mettere online tutte le spese». Va addirittura oltre il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi che annuncia una riflessione del Governo sulle regioni dopo quelle su comuni e province: «il nostro Paese ha bisogno di un organico intervento del governo del territorio, noi abbiamo cominciato con le Provincie e i Comuni. È ragionevole che questo processo si completi anche sugli altri livelli di governo e credo che una riflessione non possa non riguardare le autonomie regionali».
Nel giorno in cui i partiti cercano di correre ai ripari, ed il Pdl tenta di uscire dall’occhio del ciclone arrivando anche a sostenere con Silvio Berlusconi che bisogna modificare l’attuale sistema di finanziamento pubblico dei partiti, il capo dello Stato quasi si scusa con gli studenti, con la gente che lo ascolta in diretta Tv. E le sue parole sono pesanti come pietre: «anche di recente la cronaca ci ha rivelato come nel disprezzo della legalità si moltiplichino malversazioni e fenomeni di corruzione inimmaginabili, vergognosi», scandisce Napolitano spiegando quanto sia poi difficile insegnare «il valore della legalità» alle nuove generazioni quando gli esempi che vengono dall’alto minano proprio questo valori alle fondamenta. Ma «risanare la politica si deve e si può», assicura il presidente con un parallelo shock che richiama i tempi bui delle stragi di Capaci e di via D’Amelio: battere gli scandali e la corruzione è possibile se c’è la volontà, «così come fu possibile battere la mafia 20 anni fa con Falcone e Borsellino».
«Risanamento profondo» quindi, proprio per frenare quel vento dell’antipolitica che tanto preoccupa i partiti. Crisi drammatica, che il Quirinale osserva con attenzione in chiave elettorale intensificando analisi, simulazioni e proiezioni sul percorso che porterà inevitabilmente l’Italia ad elezioni nella prossima primavera. E il Colle conferma anche oggi che una nuova legge elettorale è indispensabile e che il presidente martellerà le forze politiche «fino all’ultimo giorno utile» affinchè non si rivoti con il Porcellum. Certo non basterà a frenare l’onda d’indignazione che cresce nel Paese la decisione presa alla Camera che i bilanci dei gruppi parlamentari saranno certificati da una società di revisione legale che verificherà la regolare tenuta della contabilità. Come non basterà l’annuncio di Angelino Alfano che non saranno ricandidati i consiglieri Pdl della regione Lazio. O l’assicurazione di Berlusconi che il Pdl «non è allo sbaraglio» e che tutti i partiti della regione Lazio hanno partecipato all’abbuffata monetaria. Perchè, come ha detto in serata il presidente del Senato Renato Schifani, si è «andati oltre» ogni limite di tollerabilità. «I soggetti titolari di pubbliche funzioni elettive devono essere delle case di vetro. Nessun vincolo di segretezza sulla loro situazione economica, patrimoniale e anche finanziaria. Non ci si trinceri dietro la privacy».
La temperatura sale di ora in ora e si comincia anche a mettere in discussione il ruolo stesso delle regioni come fa intuire il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «E' necessario prendere un’iniziativa urgente sui costi delle Regioni. Da subito bisogna ridurre e riformare i costi e mettere online tutte le spese». Va addirittura oltre il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi che annuncia una riflessione del Governo sulle regioni dopo quelle su comuni e province: «il nostro Paese ha bisogno di un organico intervento del governo del territorio, noi abbiamo cominciato con le Provincie e i Comuni. È ragionevole che questo processo si completi anche sugli altri livelli di governo e credo che una riflessione non possa non riguardare le autonomie regionali».
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