venerdì 21 settembre 2012

“False fatture per sei milioni di euro” Di nuovo nei guai il “re del poker”


Fabio Montrucchio arrestato per
il fallimento della Nethouse srl.
Gli investigatori: il denaro investito
in auto di lusso e gioco nei casinò
MASSIMILIANO PEGGIO
TORINO
Diventato re delle fiches e dei tavoli verdi, Fabio Montrucchio è finito di nuovo nei guai. Occhiali a specchio, auto di lusso e un passato da sbruffone nei bar dei Murazzi, che gli costò nel 1997 una condanna per omicidio, per aver impedito ad un giovane marocchino di risalire sulla riva del Po, dopo averlo inseguito con altri amici lungo i locali della Movida Torinese a seguito di un banale diverbio. Condannato a 22 anni in primo grado, in appello la pena scese a 9 anni. Ne ha scontati 6.  

Fabio Montrucchio, giovane imprenditore nel settore informatico, noto giocatore di poker e frequentatore delle notti torinesi è stato arrestato ieri dagli uomini del Gruppo della Guardia di Finanza di Torino per utilizzo di false fatture ed il fallimento di una società, la Nethouse S.R.L. Per alimentare le sue passioni, auto sportive, vestiti griffati, case da gioco, aveva creato un gruppo di società che secondo gli investigatori “emettevano o utilizzavano fatture per operazioni inesistenti al fine di ridurre i debiti verso l’Erario ed assicurare la liquidità necessaria alle spese voluttuarie”.  

L’inchiesta è nata mesi fa, per colpa di una multa. Era stato pizzicato dalla polizia stradale sulla Torino-Savona alla guida di una Lamborghini a 260 chilometri orari. Il suo tenore di vita, così eccessivo, fece incuriosire gli investigatori. I finanzieri, coordinati dal Pm Manuela Pedrotta, contestano all’imprenditori cifre ingenti. “Le indagini – scrivono gli uomini del generale Giuseppe Gerli - hanno permesso di quantificare in oltre 5.800.000 euro le fatture per operazioni inesistenti e di circa un milione di euro l’IVA sottratta all’Erario”.  

Montrucchio era già tornato di recente ad avere guai con la giustizia: a luglio il sostituto procuratore generale Vittorio Corsi ne ha chiesto il rinvio a giudizio con altri venti imputati per la truffa a Finpiemonte, società della Regione Piemonte, sui finanziamenti a fondo perduto per l’allestimento di siti e-commerce. Difeso dall’avvocato Marco Ferrero, Fabio Montrucchio si trova ora rinchiuso presso il carcere di Torino, in attesa dell’interrogatorio di garanzia, previsto per domani.  

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